Le Rose del Viale B&B
Storia

Le Rose del Viale B&B si trova nella contrada Olivuzza, a pochi passi dal Villino Florio, celebre per le sue eleganti forme liberty, disegnate dall’architetto Ernesto Basile.

I Florio, leggendaria famiglia di umili origini calabresi, si trasferirono a metà ottocento a Palermo, dove fecero fortuna, trasformandosi da piccoli commercianti di spezie a spregiudicati e potenti imprenditori. Essi, sensibili alla cultura, all’arte e allo sport, rappresentarono a cavallo tra l’ottocento ed il novecento la migliore borghesia palermitana e furono l’espressione vivente della belle époque. Per celebrare il loro splendore fecero costruire il Villino, che si aggiunse alle altre prestigiose residenze da loro possedute in città; sovrani, dignitari e imprenditori vi soggiornarono, accolti da donna Franca Florio, divenuta ben presto icona di grazia e bellezza; ma come ogni fenomeno umano, anche la grandezza dei Florio nei primi decenni del ‘900 ebbe fine ed essi, per evitare l’infamia del fallimento, misero in vendita le loro proprietà che furono smembrate. Così anche il grande parco che circondava a corona il Villino fu venduto; fu tracciato il Viale Regina Margherita, e su quella strada, adornata di palme secolari, si sviluppò un’edilizia caratterizzata dalla presenza di giardini, da cui ancora oggi, nelle serate d’estate, emana il profumo della zagara e del gelsomino.

Fu allora che i coniugi Antonino Maniscalco e Rosalia Tutone acquistarono un lotto di terreno su cui progettarono di edificare un palazzo di due piani. Essi erano già avanti nell’età e impegnarono tutte le loro risorse finanziarie e oltre. Il loro progetto con fatica si concretizzò, anche grazie alla collaborazione dell’ingegnere Ribolla, a cui si devono i calcoli ed i disegni, e all'impegno del “capo mastro” Pizzuto che con perizia diresse le maestranze. Nell’elegante edificio, abbellito da splendidi stucchi e da cementine artistiche, furono realizzati alcuni manufatti in cemento armato, prime sperimentazioni in città di questa tecnica costruttiva.

Poco dopo gli anni quaranta il dott. Antonino Traina, che aveva preso in moglie Bianca Maria, unica figlia dei coniugi Maniscalco-Tutone, realizzò altri due piani in sopra elevazione.

Il palazzo, che si trova al numero 46 del Viale Regina Margherita, ha delle linee semplici ed è abbellito da due giardini: uno sul fronte adornato da rose variopinte e da profumati gelsomini, al centro del quale si trova un’ampia fontana rossa; e l’altro sul retro, caratterizzato da antichi papiri e da un mandarino secolare.

A piano terra, nel grande appartamento delimitato dai giardini, ha da sempre abitato la famiglia Traina-Maniscalco; e lì ha esercitato la professione di medico il dottor Antonino Traina, pioniere all’epoca nella cura della tubercolosi, e dopo di lui il figlio Giuseppe.

Oggi, dopo un’importante opera di restauro, la residenza è diventata sede del B&B Le Rose del Viale.